La Linea Gotica

Per contrastare l’avanzata degli Alleati in Italia, alla fine del 1943 i tedeschi decisero di costruire una poderosa linea difensiva nell’Italia centrale, e a questo scopo, già nei primi mesi del 1944 cominciarono i lavori di fortificazione: dal Tirreno (valle del Magra) all’Adriatico (valle del Foglia), per oltre 300 chilometri.

“Linea Gotica” fu la denominazione originaria data a tale sistema difensivo, costituito da più fasce fortificate che corrono per lo più sui crinali dell’Appennino, concentrandosi sui passi e sulle principali vallate. Pur non paragonabile a linee fortificate come la Maginot o il Vallo Atlantico qui, per mancanza di mezzi e di tempo, si puntò soprattutto a sfruttare il terreno montuoso e gli ostacoli naturali: dirupi, fiumi, torrenti, scarsa viabilità.

Le fortificazioni della Linea Gotica rappresentarono un ostacolo notevole per gli Alleati; non a caso, in prossimità del sistema difensivo ebbero luogo alcune fra le più cruente battaglie della seconda guerra mondiale combattute in Italia. Lungo la Linea Gotica oltre al fronteggiarsi dei due eserciti belligeranti, si deve considerare la presenza: di un governo di occupazione (quello della RSI controllato dai tedeschi), della Resistenza italiana, e – non da ultimo – della popolazione civile; tutti in vario modo protagonisti, spesso drammaticamente, di quei mesi e di quelle vicende.

In effetti, dalla fine di agosto 1944 all’aprile 1945, la lunga battaglia per scardinare la Linea Gotica provocò distruzioni incalcolabili e oltre 200mila tra morti, feriti e dispersi in entrambi gli schieramenti e tra gli italiani (militari, partigiani, civili).

Oggi delle opere difensive della Linea Gotica non rimane molto, ma neppure così poco da passare del tutto inosservato. La natura e l’opera dell’uomo hanno fatto la loro parte, coprendo, sgretolando, distruggendo, riconvertendo a usi civili; ciononostante, ci sono luoghi in cui i resti sono visibili anche se talvolta difficilmente identificabili, per mancanza di segnaletica.
Altri resti invece sono stati conservati e restaurati.

In tal senso, qualcosa si muove: in alcune realtà si sta cominciando a recuperare e conservare. Ma se è essenziale - come è stato scritto - il non dimenticare mai di raccontare alle generazioni successive le tante storie di passione civile, sofferenza, coraggio, speranza e partecipazione popolare che hanno affollato questo drammatico frangente della storia italiana recente, allora su questo fronte siamo solo agli inizi; ancora molto c’è da fare.

E’ sulla scia di queste suggestioni che Costess New Media ha dato avvio ad un progetto pluriennale che ha avuto come prima “tappa” la realizzazione della guida cicloturistica multimediale “In bicicletta sulla Linea Gotica” ,

e come seconda “tappa” l’organizzazione della prima edizione di “In bicicletta sulla Linea Gotica – La Staffetta della Memoria”

 

Il percorso della Linea Gotica in bicicletta: